A ruota libera, la giostra del teatro

Come ha scritto il visionario George Orwell "Se la libertà significa qualcosa, allora significa il diritto di dire alla gente cose che non vogliono sentire". Antonio e Peppino (Marco Di Cecca e Tiberio Lassandro), vanno "A ruota libera" appunto, contro tutto e contro tutti. Due ladri, due furfanti, due soggetti pericolosi che faranno saltare dalla poltrona lo spettatore, in uno spazio teatrale nel quale il solo palco diventa limitato, imperfetto per esprimere le verità nascoste tra le fila del pubblico.

"A ruota libera" è una commedia fresca, brillante, divertente, irriverente, originale, nella quale lo spettatore è protagonista in un vivace turbinio di richiami alla nostra vita, così intrisa di schiavitù sottili nelle quali l'uomo stesso si è imprigionato.

Siamo uomini "rinchiusi" in consuetudini che non lasciano spazio all'azione, che lasciano immobili, incapaci di reagire. Per questo l'azione teatrale si fa dirompente: "E' il teatro che nei secoli a smosso le coscienze, ha smosso i potenti, ha cambiato le società" afferma Peppino. Sarebbe troppo ambizioso cambiare la società, pensare ad una nuova rivoluzione del pensiero e del corpo, ma almeno "A ruota libera" ci ricorda che siamo uomini liberi con grande leggerezza e allegria, perché "il teatro è un gioco, è una ruota che gira come una giostra che ci fa sognare come fossimo bambini". Il testo è stato ideato e scritto da Marco Di Cecca e Tiberio Lassandro con il supporto di Ninì Stano.


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Maketipi - Compagnia Teatrale da ridere